Questa volta vogliamo deliziarti con un racconto erotico scritto dalla nostra Suzy In questa storia piccante tutto ruota intorno a Eleonora e Matilde, che vogliono festeggiare il loro 15° anniversario…
Diverso dal previsto
Eleonora cercava di non far tremare le mani mentre applicava l’eyeliner. Matilde diceva sempre che la trovava estremamente sexy con il trucco. Erano insieme da 15 anni, quasi non riusciva a crederci. Per questo oggi doveva essere un giorno speciale. Si guardò velocemente allo specchio. Capelli arricciati, trucco fatto e ora solo l’outfit. Nervosa, aprì la vestaglia. Quando aveva chiesto a Matilde a che ora sarebbe tornata, aveva ricevuto un messaggio inquietante…
Matilde: Sto uscendo ora! Mettiti qualcosa di carino, ho una sorpresa per te 😉
Perché tornava così presto? Perché doveva vestirsi in modo speciale? Mise da parte quei pensieri. Matilde voleva che fosse elegante? Eleonora aveva l’outfit perfetto. Si cambiò rapidamente. Matilde poteva arrivare da un momento all’altro.
‘Eleonora?’ Corse giù per le scale e si mise sul divano, fingendo disinvoltura e prendendo un volantino dal pavimento. Matilde entrò, i suoi corti capelli castani ancora legati in una piccola coda. Per un secondo osservò Eleonora con approvazione. ‘Ehi Eleonora. Sei già pronta? Vado a farmi una doccia veloce.’ Eleonora ebbe un brutto presentimento. ‘Hai fretta o cosa?’ Matilde mostrò un’espressione neutrale. ‘Andiamo da qualche parte. Ma è un segreto. Ti consiglio scarpe più comode.’ Annunciò, guardando i tacchi alti della sua partner.
Eleonora cercò di non sembrare spaventata: ‘Andare via? Quanto tempo? Dove? Ho già preparato la cena!’ Matilde non sembrò notare la sua agitazione. ‘Non preoccuparti, non morirai di fame. Torno subito!’ La porta si richiuse di colpo e Eleonora rimase di nuovo sola. Si lasciò cadere sul divano. ‘Merda.’ Era tempo per il piano B.
Le grandi luci erano spente e Eleonora era sdraiata sul divano, i vestiti spariti.
Matilde faticava a lasciare la doccia. Era nervosa per il suo piano di portare Eleonora al giardino delle farfalle per il weekend. Eleonora era davvero bellissima. Perché era così elegante? L’acqua diventava fredda, così dovette vestirsi. Quando scese le scale prese le loro giacche e andò verso il soggiorno. ‘Eleonora sei pronta per-’ lasciò cadere le giacche sul pavimento. Le luci erano spente e Eleonora era sdraiata sul divano, senza vestiti. Indossava un completo di lingerie bianca con reggicalze.
Eleonora cercò di assumere una posa sexy ma rischiò di cadere. Ritrovò l’equilibrio e lanciò a Matilde un sorriso civettuolo. ‘Oh salve signora.’ Matilde non riuscì a trattenere il sorriso. ‘Che cos’è questo?’ Si avvicinò al divano senza distogliere lo sguardo da lei. ‘È la tua sorpresa. Per il nostro anniversario.’ Eleonora giocherellava nervosa con le mani. ‘Ti piace? Se vuoi posso cambiarmi.’ Indicò i vestiti d’ufficio piegati con cura, con sopra una cravatta blu.
Il cuore di Matilde accelerò. ‘Lo indossavi sotto i vestiti per tutto il giorno?’ Eleonora scosse la testa, ‘oh no, mi sono cambiata prima che tu arrivassi. Avevo in mente un piano,’ guardò le giacche a terra, ‘ma quando ho capito che anche tu avevi un piano…’ La sua voce si fece più bassa. ‘Se sto rovinando tutto dimmelo. Mi cambio e lo facciamo un’altra volta.’
Aprì ancora di più la scatola e tirò fuori la paddle nera.
Matilde poteva quasi sentire gli ingranaggi nella sua testa girare. ‘Tesoro no, è perfetto.’ Prese la borsa e tirò fuori un pacchetto. ‘Ho anch’io qualcosa per te.’ Eleonora lo aprì e rimase in silenzio. ‘Ci ho pensato. Sono pronta a provare. Ma a una condizione… sei sicura di volerlo?’ Matilde non alzò lo sguardo. Eleonora aprì la scatola e tirò fuori la paddle nera. Finalmente Matilde la guardò negli occhi. Eleonora le consegnò la paddle e aprì le gambe per mostrarle cosa desiderava. ‘La mia parola di sicurezza è Rosso.’
“Aprì le gambe e disse: ‘La mia parola di sicurezza è Rosso’.”
Gemendo e ansimando si diressero verso la camera da letto. I vestiti di Matilde caddero a terra. Eleonora era già sdraiata sul letto. ‘Braccia in alto.’ Sussurrò Matilde all’orecchio, facendo venire i brividi a Eleonora. Eleonora obbedì e Matilde prese la cravatta blu. Eleonora non riusciva più a contenere l’eccitazione. Aveva sempre desiderato spingersi con lei nel mondo S/M. Finora il massimo era stato quando Matilde l’aveva chiamata “ragazza cattiva”. Questa volta era diverso…
Matilde controllò che la cravatta non fosse troppo stretta. ‘Colore?’ chiese nervosa. ‘Verde, oh cazzo.’ Matilde le passò la lingua sul collo. Poi accarezzò la lingerie bianca. ‘La prossima volta devi indossarla in ufficio. Tutto il giorno come una troia, e solo io lo saprò.’
Matilde le prese la figa con forza e iniziò a sfiorarla. ‘E adesso cosa dici?’
Eleonora cercò di muovere le braccia, invano. Non era abituata a sentirla parlare così sporco. ‘Matilde muoviti e fammi qualcosa!’ Ricevette uno schiaffo sul culo. ‘Oh!’ Matilde non sorrideva più. ‘Le mie regole. Riceverai solo ciò che ti concedo. Capito?’ Matilde le afferrò la figa e iniziò a sfiorarla. ‘E adesso cosa dici?’ Eleonora cercava attrito disperatamente. ‘Scusa! Ho capito signora.’ Matilde parve soddisfatta.
Matilde tornò con due vibratori e la paddle. ‘Giochiamo.’ Eleonora sentì crescere il calore dentro di sé. Matilde accese un vibratore e lo usò su di sé. Poi lo passò sul clitoride. Eleonora ansimava, senza poter far nulla. ‘Stanotte sei il mio giocattolo. Vieni solo quando te lo dico. Se non ti comporti bene sarai punita. Capito?’ Eleonora annuì. Matilde si spostò con il vibratore in posizione. ‘Adesso non devi fare rumore.’ Troppo tardi Eleonora capì. La lingua di Matilde la colpì sul clitoride. ‘Oooh cazzo!’ Non riuscì a trattenersi. Matilde continuò imperterrita, portandola vicina all’orgasmo. Eleonora provò a restare zitta ma non ci riuscì.
Matilde si fermò. ‘Dovevi stare zitta. Ora sai cosa succede.’ Le slegò le braccia. ‘A quattro zampe. Vediamo quanta “dolcezza” riesci a sopportare.’ Eleonora obbedì, il cuore in gola. ‘Conti ad alta voce. Se sbagli, ricominciamo.’ Eleonora annuì. La prima frustata arrivò. ‘Uno!’ Poi un’altra. ‘Due!’
Eleonora era così eccitata da poter inzuppare tutto il letto.
Le sculacciate continuarono, a volte forti, a volte leggere. Matilde le sussurrava che era bellissima e sexy. Poi prese il secondo vibratore e la penetrò. Non c’era bisogno di lubrificante, Eleonora era già bagnatissima. ‘Sei proprio una troia. Faresti qualsiasi cosa per me, vero?’ Matilde gemeva mentre muoveva i fianchi. ‘Oh Eleonora, continua a contare.’ Eleonora contava a fatica, vicina all’orgasmo. Matilde la guidava. ‘Ora puoi venire, amore.’ Il corpo di Eleonora tremò nell’orgasmo e cadde esausta sul letto.
Eleonora era ancora in estasi, persa nel piacere.
Matilde spense i vibratori e lasciò cadere la paddle. La baciò profondamente. ‘Tutto bene? Ti fa male?’ Eleonora sorrise ancora in trance. ‘Sì, sto bene.’ Matilde sospirò sollevata. ‘Ti preparo da mangiare e un bagno caldo.’ Eleonora annuì. ‘Vuoi che ti ricambi?’ Matilde scosse la testa. ‘Dopo. Poi potrai leccarmi tutta la sera, se vuoi.’ Eleonora rise, stringendole il seno. ‘Affare fatto. Ma Deb? Cosa avevi in programma oggi?’ Matilde la strinse a sé. ‘Volevo portarti al giardino delle farfalle. Una gita romantica.’ Eleonora le diede un bacio. ‘Possiamo ancora andarci, se vuoi.’ Ma Matilde la spinse di nuovo sul letto, sorridendo. ‘Oh no, tu oggi non vai da nessuna parte.’