Racconto erotico – ‘Una vecchia fiamma’

erotic story

Siete pronti per un racconto eccitante? Mettetevi comodi e rilassatevi! In questa storia erotica, due ex amanti si ritrovano in un locale dopo dieci anni. L’attrazione sessuale che provavano tanti anni prima si rivela essere più forte che mai…

Una Vecchia Fiamma

Era sabato sera. Stavo chiacchierando con un’amica di fronte all’entrata del locale, quando l’ho visto entrare. Un brivido percorse il mio corpo. Erano passati dieci anni da quell’estate intensa e divertente che avevamo trascorso insieme. Lo riconobbi subito. Le reazioni del mio corpo alla sua presenza furono immediate. L’attrazione non era cambiata dopo tutto quel tempo! Lui non mi aveva notato e raggiunse degli amici un più in là. Dopo aver interrotto la conversazione con la mia amica mi avvicinai a lui senza esitazione. Mi vide arrivare, mi guardò dalla testa ai piedi e un sorriso apparve sulle sue belle labbra carnose.

“Che piacere vederti! Come stai?” Abbiamo iniziato a parlare di cosa ci era successo negli ultimi dieci anni e di come era la nostra vita attuale. Lui mi disse che era single in quel momento, mentre io gli raccontai della mia relazione infelice. Gli dissi che lo avevo pensato spesso nel corso degli anni. Dopo scoprii che aveva interpretato la mia confessione come un flirt! Dopo aver ballato insieme, parlato e flirtato ancora un po’, tornai dalla mia amica. Ma per il resto della serata non ho fatto altro che cercarlo con gli occhi e di stabilire un contatto visivo con lui. I miei pensieri tornavano al tempo trascorso insieme. Alle emozioni che sentivo a sfiorare il suo corpo e al sesso fantastico che facevamo. Mi eccitavo sempre di più, una cosa che mi capitava ormai raramente con il mio ragazzo attuale.

“I miei pensieri tornavano al tempo trascorso insieme. Alle emozioni che sentivo a sfiorare il suo corpo e al sesso fantastico che facevamo. Mi eccitavo sempre di più.”

Alla fine della serata ci rincontrammo al guardaroba e lui mi accompagnò alla macchina. Nel parcheggio buio, mi tirò vicino a sé e mi sussurrò all’orecchio quanto mi avesse desiderato per tutta la sera. Mi tremavano le gambe. Come mai sentivo quest’attrazione così forte e così immediata per una persona? Non ci potevo credere! Mi strinse forte e mi baciò con le sue labbra carnose e morbide. Non riuscii più a pensare e mi arresi a lui. La sua mano scivolò sotto la mia camicia e mi massaggiò il seno. Gemetti dolcemente mentre le nostre lingue si toccavano con movimenti violenti alternati ad altri teneri.
“Cosa mi stai facendo, non possiamo!”

Con difficoltà ci staccammo l’uno dall’altra e ci salutammo. Mentre percorrevo la strada verso casa mia, non riuscivo a togliere il sorriso dal mio viso. Nei giorni successivi, ci sentivamo quotidianamente. Scambiavamo messaggi e facevamo sexting su ciò ci saremmo fatti a vicenda quando ci saremmo rivisti.

“La sua mano scivolò sotto la mia camicia e mi massaggiò il seno.”

Una settimana dopo finalmente arrivò il giorno. Avremmo cenato insieme a casa sua. Naturalmente indossavo il mio completino di lingerie più sexy. Suonai il campanello tesa come una corda di violino e aspettai che mi aprisse la porta. Mi fece entrare e mi chiese se volevo un drink. In realtà, volevo solo una cosa: volevo lui. Volevo le sue mani su di me, il suo corpo contro di me, volevo strappargli i vestiti. Quando tornò con il drink, glielo tolsi dalle mani e iniziai a baciarlo. Reagì immediatamente afferrandomi e spingendomi contro la parete. Colto dal desiderio, le sue mani passarono sui miei seni e sulle mie natiche mentre mi sussurrò ansimante all’orecchio.
“Ti voglio ora, mi piaci da impazzire…” La sua mano scivolò dentro i miei pantaloni e attraverso il perizoma sentì quanto fossi bagnata.

“Sei così bagnata! Ti voglio, ti voglio!” Mi levò la camicetta e io mi tolsi velocemente i pantaloni. Con un movimento fulmineo mi girò, con il viso rivolto verso la parete. Mi aprì le gambe e le sue dita scivolarono sul mio perizoma. Abilmente lo sposto e le sue dita penetrarono profondamente la mia figa bagnata, facendomi gemere. Lui mi disse: “Voglio assaggiarti, ti leccherò fino a quando non tremerai di piacere”. La sua sicurezza era così sexy e nel giro di un attimo era in ginocchio, allargandomi le natiche e accarezzandomi delicatamente il clitoride e le labbra con lunghi colpi di lingua. I suoi movimenti divennero sempre più veloci, sempre più decisi e la sua lingua mi entrò dentro con decisione. Il mio respiro accelerò sempre di più. Riuscivo a malapena a reggermi sulle gambe e molto lentamente sentii l’orgasmo che montava in me. Era così forte e intenso che mi sentii girare la testa. Lui si alzò in piedi, io mi girai e continuammo a baciarci con passione. Assaggiai il sapore del mio sesso. Mentre mi sollevò, avvolsi le gambe strettamente intorno a lui.

“La sua sicurezza era così sexy e nel giro di un attimo era in ginocchio, allargandomi le natiche e accarezzandomi delicatamente il clitoride e le labbra con lunghi colpi di lingua.”

Il suo pene era duro come la roccia. Mentre si sedette sul divano con me in grembo, mi muovevo sul suo membro duro. Gemendo mi sussurrò all’orecchio quanto voleva entrare dentro di me. “Vuoi sentire il mio cazzo duro nella tua bella figa bagnata?” mi chiese. La mia risposta fu di togliere rapidamente tutti i vestiti che avevamo ancora addosso e di sedermi di nuovo sulle sue gambe. Mi afferrò il seno leccandomi un capezzolo. Presi in mano il suo pene e strofinai il suo glande lungo le mie labbra bagnatissime. Mi implorò di farlo entrare ma continuai a stuzzicarlo ancora un po’. Poi mi abbassai con un movimento deciso e sentii il suo membro deliziosamente duro penetrarmi in profondità. Ora volevo di più. Volevo che mi scopasse selvaggiamente. Volevo sentirlo muoversi dentro di me. Il più profondo possibile. Afferrandomi per le natiche mi sollevò e iniziò a spingere con forza. Gemeva forte e vederlo godere mi faceva impazzire, vedere il piacere sul suo viso. Lo sentii diventare ancora più duro dentro di me poco prima che venisse. Scesi dalle sue gambe e presi delicatamente il suo pene in bocca per pulirlo tutto con la lingua. Mentre lo leccavo, divenne di nuovo duro.

“Mmmm, non ne ho mai abbastanza di te, ti voglio ancora…”

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